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Trincomalee e il nord est

Durata tappa: 3 giorni, 2 notti
Km percorsi: 100km ca.= escursioni nella zona 
Cartina

Un'immagine frequente al nord dello Sri LankaIl curd si gusta con il loro 'miele'Lo squisito yogurt di bufala fermenta naturalmente al soleLa fotocamera è irresistibile per i bambini del postoLa spiaggia di NilaveliDistese di sabbia quasi deserteUn paradiso sull'Oceano indianoBarche a noleggio e altri servizi di base sono garantiti comunqueA pochi minuti di barca, l'isola dei coralliLungo la strada, splendidi cerbiatti che non si scompongono affattoI cerbiatti si avvicinano incuriositi all'automobileSplendidi cerbiatti trovano cibo in abbondanza anche in cittàPellegrini salgono i gradini verso il tempio KonesvaramIl santuario comprende tempietti e luoghi per pregareShiva, il signore del tempio.Un monaco prega sulle offerteLe offerte dei fedeli vengono esposteLa preghiera sulle offerte viene ripetuta ai quattro angoli del tempioFlauti e tamburi accompagnano tutta la cerimoniaI fedeli intrecciano i loro voti ai rami degli alberiIl tramonto dipinge il cielo nel porto di TrincomaleeTrincomalee vanta un porto naturale tra i più grandi del mondoDopo anni, gli effetti dello tsunami sono ancora visibiliMagra, ma viva: nessuno tocchi la vacca in Sri LankaPiccoli tuk-tuk e autobus si incrociano spesso in azzardati sorpassiLe signore di qui proteggono dal sole la loro carnagione: bianco è meglioIl lavoro nelle risaie consente la sopravvivenza nelle zone del nord

Una guida esperta fa la differenza quando il tempo è ridotto all'osso e la strada da percorrere è tanta. Senaka si è rivelato subito un ottimo elemento. Nei chilometri percorsi da Colombo a Trincomalee, sul lato opposto dell'isola, ha effettuato soste, deviazioni, scelto strade alternative, tutto perché la scoperta dello Sri Lanka iniziasse già in auto. La strada si snoda attraverso le piantagioni di cocco, fiore all'occhiello del Paese, distese apparentemente infinite di palme altissime, verdissime, fittissime, dalle quali sbucano qua e là casette di tutti i colori dell'arcobaleno, ciascuna con il suo portico sorretto da un piccolo colonnato a tinte vivaci.
In una di queste casette ho assaggiato il 'curd', uno yogurt di bufala messo in ciotole di terracotta coperte con carta di giornale (con la stampa e tutto) legata con lo spago e lasciato fermentare al sole. Si degusta con quello che chiamano 'honey', miele, ma che miele non è, somiglia a uno sciroppo d'acero locale. L'iniziale diffidenza si è immediatamente dissolta dopo il primo cucchiaino, e il curd è stato una squisita presenza in quasi ogni tappa del viaggio (e nessun effetto collaterale).
Quando finiscono le palme inizia la foresta, senza soluzione di continuità, in un susseguirsi di verdi più chiari, più scuri, di ombre e raggi di sole. La strada, che qua e là racconta ancora di una guerra civile che è finita da poco, è scandita dai posti di blocco. Apparentemente voluti per scongiurare nuove violenze armate, in realtà - secondo Senaka - un modo per tenere occupati i militari di stanza in zona, che non hanno più niente da fare. La lunga guerra civile e lo tsunami si sono accaniti da questa parte del paese, che solo ultimamente ha iniziato a riprendere contatto con il turismo (fino al 2009 la costa est era off limits) e quindi con un minimo di afflusso di capitali. Troppo poco tempo per rattoppare tutte le buche o smantellare le barricate di sacchi di sabbia, su cui ora i soldati siedono pigramente fumando una sigaretta, a guardare le auto che passano.
Dove è arrivata l'ondata di acqua salata e fango dello tsunami  (fino a 3km circa all'interno) non è rimasto gran che. Non crescono coltivazioni, al massimo qua e là sprazzi di verde selvatico, zone acquitrinose ormai abbandonate, moncherini di tronchi che spuntano dal suolo, ormai anneriti da sole, salsedine e incuria.

Quando l'auto sfreccia tra due file di baracche adibite a negozi Senaka mi comunica che siamo arrivati a Trincomalee. Cosa? Questo nulla è Trinco, la "perla della costa est"? E dove sarebbe la città, mi chiedo in una frazione di secondo, ma a lui riesco solo a dire "è questo il centro?" . Il "centro" - come il resto della città - consiste in costruzioni di fortuna, di blocchetti di cemento, mattoni, ondulati e tettoie di legno; stanzette buie, senza finestre, con solo una porta sulla strada e una sul retro, dove si aprono cortili di varie dimensioni, più e meno curati, circondati da fossi che fungono da scarico, scolo per l'acqua, bidone per i rifiuti. Va detto però che qui di rifiuti se ne producono davvero pochi. 

Uno dei problemi del dopoguerra è che le informazioni reperibili dall'estero sullo stato dei servizi non sono aggiornate. Sorvoliamo sul sito del Ministero degli esteri italiano che ancora riporta notizie di scontri armati (inesistenti), ma i dati sulle strutture ricettive sono spesso riferiti al periodo precedente lo tsunami, e non è necessario descrivere cosa sia rimasto di gran parte degli alberghi sul mare. Qualche tour operator continua a prenotare stanze che ora hanno a stento l'acqua corrente. Comunque, niente vieta di prendere e andarsene da un'altra parte. Io ho trovato il Lotus Park, sulla splendida spiaggia di Uppuveli (nel 2010 la camera doppia era a circa 5000 rupie/notte=30 euro, sul sito i prezzi sono più alti, ma sul posto si contratta). In generale, al nord i prezzi sono alti rispetto agli standard, ma è perché ci sono pochi alberghi ancora in piedi e nessuna concorrenza. Al sud la situazione migliora.

Imprescindibile una gita a Pidgeon Island, presidio militare in cui non si può pernottare, ricoperta di alberi di frangipane, dai fiori fragranti (a destra), che regalano un riparo piacevolissimo dai raggi inesorabili del sole. Sull'isola non c'è niente, a parte un mare magnifico, trasparente, pulito, e ricco di vita, a causa dei fondali corallini: l'acqua è bassa e i coralli sono spesso affioranti, quindi è bene munirsi di pinne (o scarpette di gomma) per evitare di ferirsi accidentalmente, e maschera per godere dello spettacolo sottomarino. Quest'ultima si può noleggiare dai barcaioli, fornitissimi quanto esosi: i prezzi per andare e tornare dall'isola in giornata sono più che dimezzati se a contrattare è uno del posto.

La baia di Trincomalee è un porto naturale tra i più grandi e suggestivi del mondo, al tramonto si veste di toni che mutano dal giallo al fucsia, assai poco disturbati dalle esigue luci della costa. 

Prima di concludere la tappa sulla costa est, vale la pena una visita al Koneswaram Kovil (=tempio induista), che sorge sulla Swami Rock, un salto di 130 metri sul mare. Pare che custodisca lo Swayambu lingam (=simbolo fallico), oggetto di grande culto in tutto lo Sri Lanka (viene esposto a orari, io l'ho potuto solo intravedere da una porta all'interno del tempio). Il Koneswaram Kovil, dedicato a Shiva, è meta di fedeli che vengono a pregare e a portare offerte ai monaci.

Per arrivarci, si transita all'interno di un'area militare che conserva ancora relitti dei mezzi da sbarco utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale.

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