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Verso Est

Durata tappa: 1 giorno
Distanza: 250km ca.= mezza giornata di viaggio
Cartina

Il mezzo di trasporto tipico in Oriente: un'Ape Piaggio personalizzata dal proprietario.Negombo, Sri Lanka. Lavoratori a giornata aspettano qualcosa da fare.Negombo, Sri Lanka. Non sono ancora le 7, e la giornata è già nel pieno dell'attività.Negombo, Sri Lanka. Dal ponte si vedono le prime barche che tornano in porto.Negombo, Sri Lanka. Le barche più grandi sono rientrateNegombo, Sri Lanka. Alcune barche non sono uscite stanotteNegombo, Sri Lanka. Il pescato si lavora direttamente sul pavimento di cemento...Negombo, Sri Lanka. La compravendita avviene direttamente dalle barcheNegombo, Sri Lanka. Un pesce molto comune, si usa per il fish-curryNegombo, Sri Lanka. Agli squali vengono asportate le pinneNegombo, Sri Lanka. Squali, una preda comuneNegombo, Sri Lanka. La lavorazione del pesce avviene a cielo apertoNegombo, Sri Lanka. Tonni pinna gialla in attesa di essere lavoratiNegombo, Sri Lanka. Alcune donne preparano il pesce per l'essicazioneNegombo, Sri Lanka. I pesci vengono disposti su teli di iuta e poi coperti di plasticaNegombo, Sri Lanka. Lunghe righe nere danno un effetto tigrato alla spiaggiaSri Lanka. Le strade verso il versante est passano attraverso foreste e piantagioniSri Lanka. Una piacevole pausa di ristoro, per una macedonia esotica con vista lagoSri Lanka. Yogurt di bufala fermentato in vasi di terracotta sotto il sole. Una delizia.Sri Lanka. Il curd si gusta con una sorta di sciroppo vegetale, che i locali chiamano 'honey'Sri Lanka. Per i piccoli, ma anche per gli adulti, è impossibile resistere alla voglia di farsi fotografare

Negombo non è esattamente un ameno villaggio di pescatori. Si trova a pochi chilometri a nord dell'aeroporto, sulla costa occidentale, e nella giusta stagione è un luogo di villeggiatura molto apprezzato dai locali e soprattutto dalle comitive di subacquei, che arrivano per esplorare i fondali di questa parte del paese, sull'Oceano Indiano davanti alle Maldive. Nella stagione sbagliata - cioè in questa - Negombo ti accoglie con un'umile quotidianità: pescherecci che tornano in porto dopo una notte passata in mare, braccianti che stazionano agli angoli delle strade in attesa di un lavoro, scaricatori che si affannano, pescivendoli che strillano, fattorini mandati dagli hotel e dai ristoratori a contrattare il prezzo più conveniente per il pescato di giornata. Non c'è niente di più interessante che aggirarsi tra la gente affaccendata, osservarne i gesti, i movimenti. Quando si accorgono di me esitano per un momento, incuriositi per la novità (lì gli esotici siamo noi) e meravigliati per il mio interesse, poi riprendono come prima, quasi acconsentendo a farmi partecipe della loro vita in quel momento. Il mercato del pesce è in realtà una sorta di mattatoio a cielo aperto. Sul massetto di cemento le barche rovesciano il carico di pesce, che qualcuno inizia a dividere per specie e dimensione. Dopo pochi minuti, i pesci più piccoli sono divisi in cumuli, i più pregiati guadagnano l'onore di una cassetta di polistirolo o di plastica: un pescivendolo mi chiama per mostrarmi una cernia da competizione, protetta accuratamente da due strati di ghiaccio, uno sopra e un altro sotto; l'aveva venduta a un ristorante e ci aveva guadaignato bene. Quelli più comuni restano sul pavimento, su cui scorre il sangue dei tonni pinna gialla, una delle specie più pescata nei mari orientali, e degli squali, che vengono cacciati soprattutto per le pinne di cui lo Sri Lanka è un grande esportatore. Sventrati e mutilati, restano lì per terra, e il loro sangue si mischia all'acqua salata, al ghiaccio che si scioglie, alle interiora di pesce buttate in pasto ai corvi, che, insieme ai pipistrelli, sono una caratteristica di questo paese.  

La prima cosa che colpisce del mercato del pesce di Negombo, va detto, è l'odore. Anche perché arriva molto prima della vista. Ti attacca appena apri lo sportello dell'auto. Poi, si capisce perché, con tutto quel materiale organico che si decompone disinvolto a quella temperatura, sotto il sole, mischiato all'acqua di mare, ai residui di lavorazione e una vasta scelta di materiale di scarto. Le scarpe si impregnano del liquame che ricopre il pavimento, le dovrò buttare il giorno dopo, ma ne valeva comunque la pena.
Il mercato del pesce confina anche con una delle spiagge di Negombo, che in questa stagione è solcata da lunghe righe nere: è il metodo locale per essiccare il pesce, che poi verrà consumato nei mesi a venire. Si usano teli di iuta (o simile) su cui i pesci vengono adagiati con ordine, uno accanto all'altro, dopo essere stati eviscerati e sciacquati. Poi vengono coperti con una garza (sembra una specie di zanzariera) e di nuovo col telo nero. Devo avere avuto un'espressione molto perplessa, se una delle donne impegnate in questa operazione si è avvicinata per farmi annusare uno di questi pesci prima di infilarlo in quel sarcofago colIettivo, ed effettivamente aveva un buon odore, delicato. In un paio di giorni sarà pronto per essere messo in commercio, e vista la scarsità di frigoriferi in alcune aree del paese, questo metodo si dimostra il migliore per conservare a lungo il cibo.

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