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Lo splendore del re

Durata tappa: 3 giorni, 3 notti
Km percorsi: 148km da Polonnaruwa. Tappe intermedie a Sigiriya e Dambulla..  
Costo visite: 25USD per Sigiriya, 10 USD per Dambulla..

Cartina

La rocca inespugnabile su cui sorgeva la reggiaGli affreschi rupestri: mogli e concubineGli affreschi rupestri: ritratti molto dettagliatiGli affreschi rupestri: una concubinaGli affreschi rupestri: scene di vita quotidianaGli affreschi rupestri: acconciature e gioielli elaboratiGli affreschi rupestriGli affreschi rupestriGli affreschi rupestriGli affreschi rupestri. Cibo degno di un reGli affreschi rupestri: fiori e fruttaLa grotta affrescataVasche e fontane alla base della scalinata. Veduta dall'alto.Il tempio rupestre. Sfrutta alcune grotte naturaliAll'interno dei templiAll'interno dei templi. Buddha distesoBuddha disteso, particolare del voltoAll'interno dei templi. Buddha distesoBuddha disteso. Particolare della pianta dei piedi.Buddha disteso. Offerte votiveL'interno dei templiAffreschi del soffitto: Buddha sotto l'albero della bodhiAffreschi del soffittoAll'interno dei templiAll'interno dei templiAll'interno dei templiAll'interno dei templiAll'interno dei templi. Probabilmente il re Nissanka MallaAll'interno dei templi. Buddha distesoI singalesi amano farsi fotografare...

Partendo di buon ora da Polonnaruwa, diciamo alle 8, è possibile ottimizzare gli spostamenti e sostare a Sigiriya e Dambulla, entrambi patrimoni dell'Umanità, prima di arrivare a Kandy. La strada per Sigiriya si snoda tra le piantagioni di cocco, e non è raro incontrare elefanti selvatici che pascolano ai margini. Senza alcuna schematicità, qua e là, da dietro le palme si intravedono guizzi di colori accesi. Viola, rosse, turchesi, gialle, arancioni, le casette dei braccianti, tutte con una graziosa veranda, risveglianoi miei occhi, cullati da tanto verdeggiare.  Poi, a un tratto, la foresta finisce e la vedi. Laggiù, lontana, altissima, un gigante possente unico sulla pianura sconfinata. E' la rocca di Sigiriya, più ancora che un luogo, un'esperienza .... 

Sigiriya, possente e licenziosa
L'area archeologica di Sigiriya inizia un bel po' prima di arrivare alle pendici della rocca. Nel parcheggio delle auto le guide - più o meno ufficiali - formano gruppetti, ma c'è anche chi ti aiuta a scendere dall'auto, ti indica dove sono i chioschi con le bibite (inizia a fare caldo, in effetti), con la speranza di essere ingaggiato per la visita all'intero sito. Noi però la guida l'avevamo portata 'da casa', nel senso che Senaka era passato a prendere Vàsana, un suo amico che ha bisogno di lavorare e conosce storia e aneddoti del luogo. E soprattutto, parla un ottimo inglese.
Lungo la passeggiata mi indica le condutture e le vasche che si aprono ai lati della strada, e mi spiega che fanno parte di un sistema idrico molto avanzato, in grado di garantire acqua in abbondanza sia ai fortunati abitanti della reggia, su in alto, sia ai contadini che popolavano la pianura. Subito prima di arrivare ai primi dei 1200 gradini che portano alla sommità, presso la porta del cobra (dalla forma della roccia che funge da ingresso), si aprono le piscine delle concubine, molto ben conservate.

Sigiriya è imprendibile. La sua storia nasconde una vicenda torbida di tradimenti familiari ma Kasyapa, il re usurpatore e parricida che l'ha creata - come fortezza e palazzo di piacere - era al sicuro: nessuno poteva scalare quei 370 metri di parete rocciosa senza essere visto e annientato dalle guardie. Fu sconfitto nella battaglia finale nella guerra contro il fratello, ma unicamente perché quando uscì per combattere, il suo esercito disertò in massa. Accadde circa 1500 anni fa. Ma in alto, i resti del palazzo reale raccontano ancora storie di lusso, sfarzo e piaceri. Un breve video della reggia qui.

Dambulla, a casa del buddha
Arriviamo a Dambulla, che è a soli 14 km da Sigiriya, poco dopo le 14 e la temperatura è abbastanza alta. Soprattutto per affrontare la lunga scalinata che parte a sinistra del gigantesco Buddha dorato, un po' kitsch, va detto,  accanto alla biglietteria. Bisogna salire i 160 metri di dislivello per arrivare al grande tempio rupestre, ma ne vale veramente la pena. Lassù ci aspettano cinque grotte, di dimensioni variabili, meravigliosamente affrescate e popolate di statue, statuette, dagoba, di Buddha, bodhisattva e varie divinità della corrente Theravada. Soffitti e pareti raccontano la vita e le tentazioni di Buddha, storie dai testi antichi. Nella grotta del Divino Re, ci accoglie un buddha disteso di 14 metri con il suo discepolo prediletto, Ananda. La grotta del Grande Re, invece rivela, tra le altre, la statua di una vecchia conoscenza di Polonnaruwa, il re Nissanka Malla, benefattore e devoto del sito.
Una volta abituati alla penombra, gli sprazzi di luce che filtrano dalle poche aperture verso l'esterno schiudono figure dai colori vividi dipinte e scolpite che si affollano in complesse geometrie tutte a dimostrare la vittoria dell'armonia sul caos. Mi siedo in un angolo e lascio che tutta quella bellezza mi inondi, in quella ideale penombra fecondata da frecce di sole.

Tappa successiva: Kandy