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Ayubowan, Sri Lanka

Durata complessiva: Due settimane
Km percorsi: 2900 ca.

Colombo, 9 agosto 2010. All'atterraggio all'aeroporto internazionale di Bandanaraike, 30 km a nord di Colombo, il cielo era grigastro, coperto da nuvole stanche, poco convinte. Una notte trascorsa in volo strizzati in classe turistica e la colazione low cost avevano già impostato l'umore del mattino, e il pensiero dell'afa che avrei trovato all'uscita dall'aeroporto rallentava i miei movimenti. Agosto non è forse il momento ideale per visitare lo Sri Lanka, ma se è vero che il versante sudoccidentale dell'isola è battuto dal monsone, l'altra metà gode di sereno stabile e un bel clima caldo (meno umido di quanto mi aspettassi). Per fortuna da questa parte mi trattengo solo lo stretto necessario: sbrigare le formalità doganali e conoscere colui che mi porterà in giro per il paese per le prossime due settimane. 

Per ottenere il visto - direttamente all'arrivo - si fa la normale fila al controllo passaporti e si sbrigano poche formalità. Faccio conoscenza con un nativo di nome Jeewantha, che mi sente parlare e in perfetto italiano mi racconta di essere arrivato in Italia anni fa per studiare educazione fisica a Pistoia, e che ora lavora come cuoco a Firenze. La versatilità del popolo singalese non finisce di stupirmi. Per uscire dall'aeroporto per poco non rischio l'incidente diplomatico volendo per forza passare da dove non potrei. La segnaletica è un po' confusa, va detto. Ma ecco il famigerato cartello con il mio nome - famigerato perché regolarmente sbagliato - con un omino sorridente abbinato: è Sènaka, l'autista, guida, factotum, autentica risorsa in più di un'occasione. Ma questo ancora non potevo saperlo. 

Mentre aspettavo il mio turno al controllo passaporti un enorme cartello con una ragazza sorridente in costume tradizionale mi insegnava il saluto singalese: ayubòwan (letteralmente: "che tu possa vivere a lungo") pronunciato con le mani giunte all'altezza del cuore e un garbato sorriso sul volto. Nonostante avessi ripetuto parola e gesto finché durava la fila, quello che sono riuscita a produrre davanti a Senaka non è facilmente classificabile (poi sono migliorata molto). Sempre sorridendo, Senaka fa strada fino alla macchina, una Opel abbastanza comoda e con un ottimo climatizzatore, e, non appena chiuso lo sportello, esordisce: "I will explain everything of Sri Lanka, ok?" "Ok!" e subito: "Want to see fish market in Negombo?" Era nella nostra direzione, e la mattina presto - mi spiegò Senaka - le barche rientrano dalla pesca notturna. Un'ottima occasione per entrare nel colore locale...

...si comincia

Verso Est: Dal monsone al solleone.
Il mercato del pesce di Negombo e la strada verso la costa orientale pregustando le sue splendide spiagge

Trincomalee: Sole, mare e tantissimi animali.
La costa Est, ieri apprezzata meta turistica, oggi splendida ma selvaggia, a causa dello tsunami del 2004

C'era una volta: Le città antiche.
Anuradhapura, Polonnaruwa, Mihintale: fasti e testimonianze dei grandi imperatori del passato

Lo splendore del re: Verso Kandy.
La magnifica rocca di Sigiriya e i templi rupestri di Dambulla, patrimoni dell'umanità

KandyAppuntamento con Buddha
La foresta pluviale, il giardino botanico, batik, pietre preziose e finalmente l'Esala Perahera

Nuwara ElyiaNel regno del the e dell'ayurveda
Le celebri piantagioni di Ceylon, il mondo dall'alto della Horton's Plain, e relax nel centri termali di Ella

Leopardo, dove sei? Nel parco naturale di Yala, e in pellegrinaggio a Tissamahrama 
Verso sud, passando per Bandarawela e la sua antica stazione, fino al centro devozionale di Tissamahrama

La costa del SudMirissa e Galle
Prima di tornare a Colombo, sosta tattica sulla splendida spiaggia di Mirissa, i pescatori sui pali, e una romantica Galle al tramonto